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L'istituto

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Il Conservatorio Statale di Musica "G. Briccialdi" di Terni è situato sui tre piani di un prestigioso edificio rinascimentale al centro storico della città, a due passi dal Teatro Verdi: il Palazzo Giocosi Mariani, di proprietà del Comune, che lo ha ristrutturato nel 1995 per farne la sede definitiva del Briccialdi.

Nelle sale e aule (19) della struttura, 39 docenti in organico (oltre a una decina a contratto) svolgono insegnamenti per circa 230 studenti immatricolati, frequentanti corsi accademici di I e II livello, corsi propedeutici e di base, a cui si aggiungono gli iscritti ai corsi liberi e ai laboratori aperti anche a esterni.
Ulteriori spazi in disponibilità per 99 anni, ma con un numero limitato di giorni all'anno, riguardano l'auditorium di Palazzo Primavera (situato di fronte al Conservatorio) e il Teatro Secci, struttura moderna con capienza di circa 350 posti, che risulta essere l'unico spazio dedicato alle attività musicali nella città di Terni, stante l'attuale inagibilità del Teatro Verdi e in attesa di un pieno recupero funzionale.

Senza escludere un approccio dapprima ludico-di base e propedeutico e quindi puramente culturale alle pratiche musicali, scopo principale del Conservatorio resta quello di favorire una scelta musicale professionale: alle professioni (al plurale). Le quali oggi non si limitano a quelle tradizionali di concertista, cantante lirico, professore d'orchestra o di coro, compositore o direttore d'orchestra etc. Nell'epoca della riproduzione tecnologica dei suoni, nel mondo della multimedialità e dell'industria dello spettacolo, a diversi livelli si esprime la domanda di nuove competenze e di figure professionali specifiche: dal compositore di "musica applicata" al consulente musicale per la radio e la televisione e al curatore cinematografico; dal direttore artistico di teatri e di stagioni concertistiche al programmatore radio-televisivo; dal musicologo e dal critico all'operatore discografico ed all'esperto pubblicitario; dall'organologo al liutaio o dal copista all'ingegnere ed all'architetto del suono, al tecnico costruttore di nuovi strumenti elettronici o al computerista musicale; dal produttore-impresario-commerciante specializzato all'operatore sul territorio; dall'insegnante all'animatore del tempo libero che si rivolge alle età ed alle categorie escluse dall'insegnamento tradizionale; dal sociologo e dallo psicologo della musica al musicoterapista; dal liturgista al musicista pop/rock/jazz... Magari combinando due o più di queste competenze per altrettante occasioni prima di studio (per esempio, seguendo indirizzi musicologici universitari insieme ai tradizionali percorsi di conservatorio) e poi di lavoro.