Storia del Conservatorio Statale di Musica «G. Briccialdi» di Terni
La storia dell'istruzione musicale ternana si svolge lungo tre arcate temporali, la terza delle quali è iniziata nel 2023 ed è ancora in divenire.
Prima fase (fine XVI secolo - 1861)
La prima fase ha coperto circa trecento anni, partendo dai remoti e tardivi inizi di una Cappella nella Cattedrale di Terni, verso la fine del XVI secolo, fino all'Unità d'Italia.
Durante questo periodo, nonostante le frequenti crisi istituzionali e politiche, le strutture, l'organizzazione e le funzioni dell'insegnamento della musica rimasero sostanzialmente immutate: la Cappella era diretta da un Maestro, di solito un organista, «provisto di tutte le necessarie musiche» al servizio liturgico, e costituita al massimo da quattro musicisti cantori (soprano, contralto, tenore e basso). Nel Seicento, la scelta del Maestro spettava al Capitolo della Cattedrale, ma il suo compenso, per le funzioni didattiche, era gestito dal Consiglio comunale.
Ricordiamo il compositore ternano Alessandro Capocci a cui nel 1638 venne affidata la Cappella.
Nel secolo successivo, furono i cittadini stessi a richiedere al Consiglio di Terni la nomina dei musicisti, con l'approvazione del clero e della Delegazione apostolica.
Come riportato nel foglio 164 v. del V libro delle memorie storiche prot. n. 593 (anni dal 1738 al 1742) il 14 giugno 1741:
«Erasi recato in questa Città un Antonio Lusini suonatore allora valente di tromba, di corno e di varj altri istromenti musicali da fiato. In seguito di sua petizione avanzata al consiglio di credenza a nome de' zelanti Cittadini di Terni si decretò di assoldarlo al servizio del Magistrato, e ad oggetto istruisse la nostra gioventù nella sua professione; venne quindi aggiunto per quinto fra gli altri quattro famigli della Città col titolo di Trombetta: il dì 14 di questo mese stante la sua formale accettazione venne regolarmente accolto nel nuovo officio con lo stipendio di scudi quattro mensili».
Accanto agli ottoni comparve anche un Primo Violino per rispondere alla crescente popolarità dell'Oratorio e del Melodramma, e il Musicista-Maestro era chiamato, pertanto, a soddisfare sia le esigenze civiche sia quelle ecclesiastiche.
Emergono, dalle carte rimaste, i nomi e i momenti di più spiccato rilievo, tra cui l'operato del compositore (ternano e prete) Alessandro Capocci, nato nel 1591 e già famoso quando gli venne affidata la Cappella, nel 1638, e le testimonianze del 1747 sul riordino dell'istituzione, «da tanto gran tempo» negletta (per cui bisognava chiamare dei forestieri per le principali solennità, che a Terni erano quelle dell'Assunta e della SS. Concezione, oltre alla festa di San Valentino).
Degna di nota è la testimonianza del crescente rilievo attribuito alla musica e al suo insegnamento riportata nel foglio 61 r. del V libro delle memorie storiche prot. n. 595 (anni dal 1746 al 1749) del 26 febbraio 1747:
«Ma oggi la musica è un'arte, una professione distintissima, encomiata, nobilitata dall'ammirazione e dal plauso universale: esigge studio maggiore, indefesso, tutto proprio, indipendente da qualunque altro mestiere di minor conto: quindi chi ad esso si dedichi ha dritto a pretendere dalla medesima un'esistenza nobilmente commoda e proporzionata al merito. Perché oggi anco nella città nostra per questo Titolo è notata nel Tabellato consuntivo una cifra non modica in confronto dell'antica; ma pure, ci sia permesso il dirlo, è ancor troppo poco se si volessero introdurre nella nostra Cappella musicale de' necessari miglioramenti, ond'essa cammini di egual passo con le migliorie provvidamente praticate in altri rami di pubblica amministrazione».
Seconda fase (1861 - 2022)
La seconda fase inizia nel 1861, con la trasformazione della carica di Maestro di Cappella, ricoperta da meno di un anno da Celestino Magi (o Maggi, come lo chiamavano a Terni), in Maestro di Musica, con nuove responsabilità legate alla formazione musicale. Quest'ultimo, infatti, passando dall'organo al pianoforte, continuava ad avere l'obbligo di istruire due allievi di canto (poi aumentati a tre, con l'inclusione di un allievo di contrabbasso), ed era affiancato dal Maestro di Violino, responsabile, a partire dal 1872/73, di formare sei allievi.
L'istruzione musicale aveva iniziato a virare sempre più nettamente verso il canto lirico ma, nel frattempo, la figura del Maestro violinista iniziò a guadagnare prestigio, soprattutto a partire dal 1872, con l'avvento di Giuseppe Cerquetelli. Nato a Cingoli nel 1848, a soli ventiquattro anni vinse un concorso a Terni per la direzione del Teatro Comunale della Città.
Inizialmente, il suo incarico non includeva la direzione della Scuola di Musica, poiché compito del «direttore artistico» del Teatro era anche quello di formare e dirigere l'orchestra durante le stagioni d'opera.
Accanto ai due docenti «impiegati a stipendio fisso», lavoravano come «contrattisti» i quattro maestri di strumenti a fiato (Corno - non casualmente indicato per primo -, Clarino, Oboe, Tromba e altri ottoni), ad uno dei quali sarebbe toccata la direzione della fanfara, ovvero del Concerto Cittadino (poi Banda), nelle alterne fasi di vita di questi organici, attivi a Terni dai primi anni Sessanta.
Nel 1885, ad uno dei professori aggiunti venne assegnata la «Scuola di elementi musicali e solfeggio per tutte le classi». Significativamente, ancora non c'era traccia del Pianoforte.
Nello stesso anno, con la fissazione di una «sede unica» nei locali dell'ex Teatro Goldoni (nei pressi di Piazza S. Francesco), il Comune adotta il primo regolamento postunitario della Scuola di Musica, il cui «governo» è affidato a una Commissione di quattro Ispettori, «presieduta dal Sindaco o da un Assessore da lui delegato». Lo scopo principale dell'Istituzione è precisamente definito: «rendere gli alunni atti ad occupare convenientemente un posto nel Corpo orchestrale e corale del Municipio».
Nel 1889 iniziarono i saggi pubblici, e frequenti erano le «accademie» al Teatro Comunale, finalizzate anche a raccogliere fondi per rendere idonea la nuova sede, fino a quando venne solennemente inaugurata la «bellissima sala per concerti».
Nell'ottobre del 1893 le Civiche Scuole di Musica iniziarono l'anno in una sede più ampia e con un nome illustre, quello del concittadino flautista Giulio Briccialdi. Il «Briccialdi» conquistò allora una sua centralità sociale e culturale nella vita di Terni.
Nel 1920, il «Briccialdi» lascia il vecchio e sempre più precario teatro e si trasferisce in una sede angusta presso le scuole elementari di S. Caterina, poi ristrutturata e infine ingrandita fino a sei aule (per 80-90 allievi), più la direzione, la sala del museo e della biblioteca e l'abitazione del custode. Intanto, nel 1922 (l'anno della morte, a Terni, di Stanislao Falchi, che era stato compositore e direttore del Conservatorio di S. Cecilia a Roma), anche «l'Illustre Maestro Comm. Giuseppe Cerquetelli» aveva lasciato definitivamente la scuola, dopo cinquant'anni di docenza, pur rimanendo attivo fin quasi alla fine dei suoi 83 anni.
Alla guida dell'Istituto (che dovette prendere questo titolo dopo la Riforma Gentile, dal 1923/24) gli succedette ad interim il maestro della classe dei fiati, nonché direttore della Banda, Bernardino Lanzi; e quindi, dal 1926, Idino Donini.
Anche durante la tempesta della Seconda Guerra Mondiale si mantenne una certa continuità, almeno fino al bombardamento dell'11 agosto 1943, che distrusse le scuole di S. Caterina. Cominciarono davvero gli anni più neri: le due classi di Violino, la classe di Pianoforte e di Canto, quella di Violoncello e Contrabbasso e quella di Strumenti a fiato (e la sezione di Teoria e Solfeggio) si trovarono letteralmente in strada, poi in certo modo ospitate a Palazzo Carrara (sede della Pinacoteca) e per qualche tempo disperse nelle abitazioni private degli insegnanti, fino all'approdo (anch'esso tuttavia per diversi anni precario) di Palazzo Manassei, nel 1955, dove l'indomito Donini riuscì a portare i suoi sei maestri e gli ottantotto allievi.
Alessandro Casagrande assunse la direzione del Briccialdi nel 1956 avviando un programma di modernizzazione dell'Istituto e delle sue strutture, e già nel 1957 si cominciò a parlare di statizzazione dell'Istituto, o almeno del suo pareggiamento. Nell'anno della prematura scomparsa di Casagrande, nel 1964, il Briccialdi aveva una popolazione scolastica che non superava gli 80-90 allievi.
Nel 1971 venne eletto direttore il compositore Carlo Frajese, che in meno di tre anni riuscì nell'impresa di raddoppiare le classi, incrementando le cattedre delle materie complementari obbligatorie (con Storia della musica, Armonia, etc.) ed acquisendo per il Briccialdi quei requisiti - come il servizio di Segreteria e di Biblioteca - che ne rendessero possibile il pareggiamento degli insegnamenti principali ai Conservatori di Stato, che infatti fu decretato nel 1974, a iniziare dalle cattedre di Pianoforte, Violino, Violoncello, Clarinetto e Tromba-Trombone.
Subito dopo, con l'annessione all'Istituto di una sezione di Scuola media, furono istituite anche le classi di Flauto, Oboe e Corno, che nel 1978 furono pareggiate insieme alla classe di Canto, già funzionante da anni, come del resto quella di Chitarra, poi pareggiata nel '90.
L'Istituto Musicale Pareggiato «G. Briccialdi» crebbe in quantità e in qualità per una decina d'anni, stabilizzandosi intorno alla metà degli anni Ottanta, con una frequenza di circa 140 allievi (oltre al numeroso vivaio di bambini che dalla metà degli anni Settanta costituiva il corso straordinario di Propedeutica) e 25-27 professori.
Nasce, intanto, il progetto per la sede «definitiva» del Briccialdi, la quale viene individuata nel Palazzo Mariani (ex Giocosi ed ex Liceo Ginnasio), in via del Tribunale, dove per qualche tempo - negli anni '60 / '70 - era stata ospitata la banda musicale.
Il 1995 è l'anno del trasferimento della sede del «Briccialdi» a Palazzo Giocosi Mariani, e nello stesso anno il Sindaco Ciaurro conferisce a Fabio Maestri (il primo allievo a conseguire il diploma con valore legale al Briccialdi, nel 1975) l'incarico di nuovo direttore, proseguendo nel segno del rinnovamento: un aggiornato regolamento, altre cattedre, un nuovo - e collegiale - impulso alla didattica e all'attività musicale degli allievi, con l'obiettivo di garantire nel migliore dei modi la partecipazione dell'antica istituzione ternana al processo di riforma degli studi musicali superiori.
In realtà, gli anni dal 1999 in poi segnano tappe estremamente significative per il sistema dell'Alta Formazione Artistica e Musicale in Italia. La Legge 21 dicembre 1999, n. 508, equiparando i Conservatori e gli Istituti Pareggiati alle Università, segna un momento fondamentale, seppur divaricando la posizione amministrativa delle due tipologie di enti: pubblica amministrazione da una parte ed enti locali dall'altra.
Lo statuto di autonomia, la governance duale (Direttore e Presidente), una lunga fase di sperimentazione didattica scandita da decreti del Presidente della Repubblica (2003 e 2005) e decreti Ministeriali (2009, 2013 e seguenti), hanno condotto l'Istituto in una fase in cui l'innovazione dei percorsi didattici si è scontrata con pesanti difficoltà, anche di ordine economico, che hanno accomunato quasi tutti gli Istituti Pareggiati.
Eppure, come la storia insegna, è proprio dalle difficoltà che possono nascere le opportunità.
Nel 2018, l'allora Direttore Marco Gatti e la Presidente Letizia Pellegrini si trovano di fronte a quella situazione, lungamente attesa, per la quale ci si giocava tutto: o ci si sottoponeva a un percorso tortuoso per passare allo Stato, procedura che implicava un esito incerto a fronte di finanziamenti specifici per sostenere il passaggio, oppure si sarebbe ritornati ad essere una Scuola di Musica comunale, senza possibilità di rilasciare diplomi accademici e titoli riconosciuti. L'incrollabile determinazione profusa ha consentito il raggiungimento dell'obiettivo, chiudendo così la seconda fase.
Terza fase (2023 - ...)
Arriviamo così alla terza fase, iniziata il primo gennaio 2023, giorno in cui si è concretizzata la statizzazione dell'Istituto di Studi Superiori «G. Briccialdi», diventato Conservatorio Statale di Musica, decretata con D.M. 14 ottobre 2022, n. 1191.
Il Direttore Prof. Roberto Antonello, nominato nel novembre 2022, e la Presidente Prof.ssa Letizia Pellegrini traghettano l'Istituto nel novero dei Conservatori di Stato, con tutti gli obblighi - non solo formali, ma soprattutto amministrativi e didattici - che ne conseguono. All'atto dell'insediamento, nel febbraio 2024, il nuovo Presidente, Prof. Dario Guardalben, con il pieno accordo del Direttore, lancia le linee guida del Conservatorio, volte ad accrescere l'offerta formativa, moltiplicare la produzione musicale, sviluppare la promozione.
Questa nuova fase non è caratterizzata solo da adeguamenti amministrativi e contabili, bensì si sta caratterizzando per elementi innovativi che, sempre più, equiparano i Conservatori alle Università.
Il completamento di quanto previsto dalla legge di riforma 508/1999 sta ampliando l'offerta formativa e gli ambiti di autonomia, con una revisione degli ordinamenti didattici e del sistema di reclutamento dei docenti, con l'assegnazione dei dottorati di ricerca.
Temi quali la ricerca, la Terza Missione, l'Assicurazione della Qualità, il riconoscimento finalizzato di titoli esteri, la valutazione interna ed esterna, i progetti di orientamento e di internazionalizzazione, sono termini che fino ad ora non sembravano attenere ai Conservatori, rappresentandone, invece, le sfide future.
Una diversa visione, condivisa in ottica internazionale, che indica un percorso nel quale il «Briccialdi» dovrà e saprà fare qualcosa di significativo, con l'orgoglio di essere l'Università della Musica della città di Terni, frutto di una lunga tradizione costruita nei secoli e ancora oggi dinamica e lungimirante.